A Bacoli, Il sindaco ha denunciato la comparsa di un cartello affisso da un lido militare che vieta l’ingresso ai civili, accompagnato dall’immagine di un soldato armato e dalla dicitura “sorveglianza armata”.
Secondo il primo cittadino, si tratta di una reazione alla volontà dell’amministrazione comunale di restituire alla cittadinanza parte dell’arenile attualmente occupato da strutture militari. L’area interessata supera i 70.000 metri quadrati, una porzione significativa della spiaggia locale, oggi sottratta all’uso pubblico.
Il sindaco definisce la situazione “una profonda ingiustizia sociale”, sottolineando come l’accesso al mare debba essere garantito a tutti e non riservato a pochi. Nel mirino, la presenza di diversi stabilimenti balneari militari consecutivi, che limitano fortemente gli spazi di spiaggia libera.
Ferma la posizione dell’amministrazione: nessuna intenzione di arretrare. Il Comune annuncia battaglia nelle sedi istituzionali per affermare il diritto dei cittadini a usufruire liberamente del litorale, respingendo ogni tentativo di intimidazione.
Pur auspicando una soluzione condivisa, il sindaco ribadisce che, in assenza di risposte adeguate, sarà coinvolta la cittadinanza in iniziative pacifiche per rivendicare l’accesso alla spiaggia.



