Stato di Emergenza per dare risposte immediate alle conseguenze della crisi bradisismica e una Legge Speciale per programmare il futuro dei Campi Flegrei. È questa la linea rilanciata dal consigliere comunale Riccardo Volpe dopo la partecipazione all’assemblea cittadina dedicata al bradisismo.

Un confronto che ha visto cittadini, comitati e rappresentanti istituzionali discutere non soltanto delle difficoltà di queste settimane, ma anche degli strumenti da mettere in campo per affrontare una situazione che continua a pesare sulla vita di migliaia di persone.

Al centro resta innanzitutto l’emergenza determinata dalla scossa del 31 luglio: circa 3mila sfollati, numerosi edifici dichiarati inagibili, strade chiuse e sottoservizi danneggiati. Una situazione che, secondo Volpe, non può più essere gestita esclusivamente attraverso gli strumenti ordinari.

Da qui la richiesta dello Stato di Emergenza, che consentirebbe di affrontare le conseguenze immediate della crisi attraverso procedure più rapide, risorse dedicate e strumenti straordinari. Una richiesta sulla quale, tuttavia, nelle ultime settimane si è aperto anche un confronto politico e cittadino.

Uno dei timori emersi nel dibattito riguarda l’idea che la dichiarazione dello Stato di Emergenza possa tradursi nell’allontanamento della popolazione da Pozzuoli. Una lettura respinta da Volpe, che ha sottolineato come lo strumento serva invece a consentire interventi straordinari per fronteggiare una situazione che non può essere gestita efficacemente con i soli mezzi ordinari.

Ma l’emergenza immediata rappresenta soltanto una parte del problema. Accanto alle risposte necessarie oggi, si apre infatti il tema di come i Campi Flegrei dovranno convivere nei prossimi anni con il fenomeno bradisismico.

Ed è su questo terreno che entra in gioco la proposta di una Legge Speciale per i Campi Flegrei.

Due strumenti differenti, con finalità e tempi diversi: lo Stato di Emergenza per intervenire rapidamente sulle conseguenze della crisi in corso; una Legge Speciale, attraverso il necessario iter parlamentare, per costruire una strategia strutturale sul territorio, dalla sicurezza degli edifici alle infrastrutture, fino alla capacità delle istituzioni di programmare lo sviluppo di un’area che deve necessariamente fare i conti con il rischio bradisismico.

Nel corso dell’assemblea è emersa inoltre con forza la volontà di preservare il carattere spontaneo della mobilitazione cittadina. Nessun partito, movimento o forza politica dovrebbe mettere il proprio cappello sulle iniziative nate dalla preoccupazione di migliaia di persone, trasformando la paura in terreno di competizione politica.

Un principio che, secondo Volpe, deve valere per tutti: dai partiti tradizionali alle forze extraparlamentari, da chi ricopre oggi incarichi istituzionali a chi potrebbe ambire a ricoprirli in futuro.

Il consigliere ha quindi ribadito la propria disponibilità a fare da tramite tra la mobilitazione cittadina e le istituzioni, portando proposte e richieste emerse dalle assemblee anche all’interno del Consiglio comunale.

Il punto politico resta quello di evitare che il bradisismo diventi terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, Governo e Regione o tra differenti schieramenti. La richiesta che arriva dal territorio è quella di individuare rapidamente gli strumenti più efficaci per affrontare l’emergenza e, contemporaneamente, aprire una discussione seria sul futuro dell’area flegrea.

Un messaggio sintetizzato dallo stesso Volpe in una frase: «Questa battaglia non deve avere una bandiera politica. Deve avere una sola bandiera: quella dei Campi Flegrei».