Il sequestro di una presunta casa di prostituzione ad Arco Felice, eseguito dai Carabinieri nell’ambito di un’operazione di contrasto allo sfruttamento della prostituzione, riporta al centro del dibattito il tema della regolamentazione del lavoro sessuale. Sulla vicenda interviene Più Europa Pozzuoli, che rilancia la storica posizione del movimento radicale, distinguendo tra sfruttamento e libera autodeterminazione.

«Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto contro chi organizza e trae profitto dallo sfruttamento della prostituzione. La tratta di esseri umani, la coercizione e ogni forma di sfruttamento devono essere combattute con la massima determinazione».

Secondo il movimento, tuttavia, l’episodio evidenzia anche le criticità dell’attuale quadro normativo. «Da decenni, il fenomeno viene affrontato con un approccio prevalentemente proibizionista, ma la prostituzione non è scomparsa. Si è semplicemente spostata nell’illegalità, diventando terreno fertile per organizzazioni criminali e sfruttatori. La clandestinità non protegge le persone, le rende più vulnerabili».

Da qui la proposta di una regolamentazione del lavoro sessuale volontario, nel solco delle storiche battaglie dei Radicali. «È necessario distinguere chi è vittima di tratta e sfruttamento da chi, liberamente, decide di esercitare il lavoro sessuale. Confondere queste due realtà significa rendere meno efficaci gli strumenti di contrasto alla criminalità. Regolamentare vuol dire garantire controlli, tutele, diritti e favorire l’emersione degli abusi».

Per Più Europa, uno Stato liberale dovrebbe concentrare la propria azione repressiva sui reati e sulle organizzazioni criminali, senza sovrapporre valutazioni di carattere morale alle scelte individuali tra adulti consenzienti.