Dal Palazzetto ai tributi, passando per trasporti e bradisismo. Il consigliere di opposizione: «Si comunica che si sta lavorando, intanto siamo a oltre 4mila sgomberati»
POZZUOLI – Annunciare prima, spiegare dopo. E, possibilmente, lasciare che nella testa dei cittadini resti soprattutto il messaggio che qualcosa si sta facendo. È questa, secondo il consigliere comunale di opposizione Gianluca Sebastiano, la nuova strategia comunicativa del sindaco Luigi Manzoni.
Una comunicazione diventata negli ultimi tempi più diretta e “spontanea”, ma che per l’esponente dell’opposizione rischia di raccontare una città diversa da quella che quotidianamente vivono cittadini e attività economiche.
Il punto centrale dell’attacco è proprio la distanza tra annunci e risultati concreti. «Stiamo lavorando», «ci sarà un miglioramento», «il decreto», «la legge speciale»: formule che si susseguono mentre Pozzuoli attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente.
L’ultimo messaggio è quello sulla necessità di far rientrare gli sfollati nelle proprie abitazioni. Un obiettivo sul quale, però, restano aperte tutte le domande decisive: come si farà, attraverso quali interventi, con quali risorse e soprattutto entro quali tempi.
E gli esempi, secondo l’opposizione, non mancano. Le attività economiche protestano per una crisi sempre più pesante e dal Comune si parla dell’avvio dell’iter per la sospensione dei tributi. Ma, denuncia Sebastiano, «non è stato avviato alcun iter».
Poi ci sono i trasporti. Mentre si racconta la futura realizzazione di una stazione destinata a diventare «la più bella del mondo», il problema dei cittadini è molto più immediato: oggi Pozzuoli è praticamente senza trasporti.
E ancora il Palazzetto dello Sport, nuovamente utilizzato per affrontare l’emergenza. Dopo due anni, sottolinea il consigliere, non sarebbero state individuate alternative adeguate, sottraendo ancora una volta alla città una struttura fondamentale per lo sport e per quella parte del territorio.
Da qui l’affondo politico. Il sospetto è che la nuova strategia serva soprattutto a recuperare terreno e consenso, facendo passare l’idea di un’amministrazione impegnata su tutti i fronti anche quando tra l’annuncio e il risultato resta ancora uno spazio enorme.
Perché una cosa annunciata, una volta entrata nel dibattito pubblico, può trasformarsi facilmente nella percezione di una cosa già fatta.
Nel frattempo, però, c’è un numero che difficilmente può essere coperto dalla comunicazione: oltre 4mila persone sono ancora sgomberate dalle proprie abitazioni.
Ed è qui che arriva la stoccata finale: «L’importante è comunicare che si sta lavorando. Intanto siamo a oltre 4.000 sgomberati».
Poi la conclusione, amara: «Continuo a pregare il buon Dio affinché ce la mandi buona».



