La designazione di Bolsena come Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 solleva interrogativi che meritano risposte immediate.

A denunciare la vicenda è Matteo Hallissey, presidente nazionale di +Europa, che ha evidenziato come tra i consiglieri comunali della città vincitrice figuri Francesco Cozza Caposavi Vesmile, indicato anche come consigliere del ministro della Cultura Alessandro Giuli e proprietario di un albergo di lusso nella stessa cittadina.

Bolsena ha prevalso su altre città candidate, tra cui Pozzuoli, Capri e Padova, attraverso la valutazione di una commissione nominata dal Ministero.

«Non mettiamo in discussione le bellezze artistiche di Bolsena, ma una coincidenza di ruoli che merita chiarimenti. È legittimo domandarsi se tutte le città abbiano gareggiato ad armi pari e se siano state garantite le necessarie condizioni di imparzialità», dichiara Riccardo Volpe, consigliere comunale di Pozzuoli e membro della Segreteria Nazionale di Più Europa.

In una nota stampa, Più Europa Pozzuoli chiede al ministro Giuli di chiarire il ruolo ricoperto da Cozza Caposavi Vesmile all’interno del Ministero e di rendere pubblici i verbali della commissione, i punteggi assegnati alle città candidate e le eventuali verifiche sui conflitti di interessi.

«La cultura non può diventare terreno di sospetti e opacità istituzionali. Non accusiamo nessuno di aver commesso irregolarità, ma riteniamo indispensabile verificare che non vi siano state interferenze, dirette o indirette, nella procedura di selezione», si legge nella nota di Più Europa Pozzuoli.

«Pozzuoli ha partecipato a questa competizione con il proprio patrimonio culturale e le proprie ambizioni. Non chiediamo favoritismi, ma trasparenza e rispetto per tutte le città candidate. Se la selezione è avvenuta esclusivamente sulla base del merito, il Ministero non avrà alcuna difficoltà a dimostrarlo attraverso gli atti. La credibilità delle istituzioni passa anche da questo», conclude Volpe.