Clima teso nel settore dei servizi ambientali a Pozzuoli. Le sigle sindacali FP CGIL, FIT-CISL e FIADEL hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione del personale impiegato nel cantiere dell’igiene urbana cittadina.
La decisione, formalizzata in una nota ufficiale inviata al Prefetto di Napoli, al Comune di Pozzuoli e alla Commissione di Garanzia sugli Scioperi, apre di fatto la procedura obbligatoria di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge.
Al centro della protesta, che vede coinvolti i dipendenti dell’Associazione Temporanea d’Imprese (A.T.I. Del Prete srl – Ecogin srl), ci sono pesanti penalizzazioni economiche e costanti anomalie nella gestione dei salari.
Secondo quanto denunciato dai rappresentanti dei lavoratori, la crisi è scaturita a seguito del passaggio di cantiere avvenuto il 1° giugno 2026. Con il subentro della nuova gestione, i lavoratori si sarebbero visti privare dell’accordo economico di secondo livello precedentemente siglato con la vecchia società. Una perdita che si traduce, nei fatti, in una netta decurtazione della quota di retribuzione mensile.
I sindacati stigmatizzano il comportamento delle aziende che, nonostante gli impegni assunti negli ultimi incontri, non avrebbero dato seguito alla richiesta di apertura del tavolo negoziale avanzata lo scorso 9 ottobre. Una situazione di stallo non più tollerabile per le sigle sindacali, specialmente dopo che i lavoratori hanno “responsabilmente sorvolato sui disagi nei primi tre mesi di avvio del nuovo cantiere”.
A surriscaldare gli animi si aggiunge la questione legata alla correttezza dei cedolini. Nella nota si fa esplicito riferimento a ripetuti errori e omissioni all’interno delle buste paga. Criticità che, nonostante le sollecitazioni inviate a più riprese, non avrebbero ancora trovato una risoluzione definitiva da parte della dirigenza aziendale.
La palla passa ora alle istituzioni e alla Prefettura di Napoli, che dovrà convocare le parti nel tentativo di mediare la vertenza. In caso di mancate risposte durante i tavoli di conciliazione, le sigle sindacali firmatarie, rappresentate da M. Manocchio, C. Bernardo e V. d’Albero, si dicono pronte a procedere con forme di protesta più radicali.



