Il cimitero di Pozzuoli finisce al centro di una dura bufera mediatica e politica, alimentata dalla diffusione sui social e sugli organi di stampa di immagini shock che ritraggono nicchie danneggiate e loculi scoperti. A fronte del crescente allarme, il sindaco Luigi Manzoni è intervenuto con una nota ufficiale per fare chiarezza sullo stato reale della struttura, smentendo con fermezza le accuse più gravi e annunciando possibili vie legali.

Il primo cittadino non nasconde la gravità della situazione, ma ne precisa i contorni storici e causali. Lo stato del camposanto, già storicamente compromesso dal fenomeno del bradisismo, ha subìto un deciso peggioramento a seguito della forte scossa di terremoto dello scorso 31 luglio.

I crolli hanno interessato prevalentemente i marmi di copertura delle nicchie. “La maggior parte di queste aree è stata già messa in sicurezza nelle scorse settimane con pannelli di legno, attraverso un piano di interventi che è quasi ultimato”, spiega Manzoni.

Secondo la ricostruzione del Comune, le immagini circolate in rete non rappresentano l’intero cimitero ma si riferiscono ad una zona specifica a ridosso del muro perimetrale, un’area critica da molti anni. In quel punto, la staticità è talmente compromessa da rendere rischioso il lavoro degli stessi operai.

Il sindaco lancia un severo monito contro i continui ingressi non autorizzati. Le nicchie scoperte si trovano in zone ampiamente transennate e vietate al pubblico. “Se continueranno le violazioni delle aree interdette, saremo costretti a chiudere l’intero cimitero per garantire la sicurezza dei visitatori”, avverte Manzoni.

Il passaggio più duro della dichiarazione riguarda le voci relative alla presunta profanazione o incuria dei resti mortali. Il sindaco nega categoricamente che vi siano resti umani mischiati o abbandonati al suolo.

“Questo è semplicemente falso e chiunque affermi il contrario andrà incontro a conseguenze civili e penali” chiude Manzoni.