C’è un fatto politico che sta alimentando il dibattito nella politica puteolana e che riguarda direttamente la rappresentanza della città all’interno dell’EDA Napoli 2, l’ente che governa il ciclo integrato dei rifiuti di ventiquattro comuni. Quando si è trattato di individuare il rappresentante di Pozzuoli nell’Ente d’Ambito, il sindaco Luigi Manzoni non ha indicato un amministratore puteolano, né un consigliere comunale, né una figura espressione diretta della comunità cittadina. La scelta è ricaduta su Nicola Pirozzi, ex sindaco di Giugliano in Campania ed esponente dell’area politica del Partito Democratico. A certificarlo sono gli atti dell’EDA Napoli 2. Nelle elezioni suppletive del febbraio 2026, infatti, Nicola Pirozzi compare come “Delegato di Pozzuoli“. Una designazione che gli ha consentito di essere eletto nel Consiglio d’Ambito e successivamente confermato alla guida dell’ente.
La vicenda è rimasta sostanzialmente fuori dal dibattito pubblico fino a quando alcuni esponenti della politica cittadina hanno iniziato a sollevare interrogativi sulla scelta compiuta dall’amministrazione comunale. Al centro delle domande vi è soprattutto il motivo per cui il Comune di Pozzuoli abbia deciso di affidare la propria rappresentanza ad un ex sindaco di un altro comune anziché ad una figura direttamente riconducibile alla realtà politica e amministrativa cittadina. L’EDA Napoli 2 rappresenta infatti uno degli organismi più importanti del territorio per le competenze attribuitegli dalla legge in materia di gestione dei rifiuti. Le sue decisioni incidono sulla programmazione del servizio, sugli impianti, sulle strategie ambientali e sulle prospettive future dell’intero ambito territoriale. Per questo motivo, nelle ultime settimane, il tema è entrato nel confronto politico locale.
Da più parti viene chiesto di conoscere le ragioni che hanno portato a questa designazione e di comprendere se vi sia stato un confronto preventivo nelle sedi istituzionali cittadine. La questione è tornata ulteriormente d’attualità anche in relazione alla discussione sviluppatasi all’interno dell’EDA sulla possibilità di riconoscere un compenso al presidente dell’ente. Secondo quanto emerso nel dibattito pubblico e riportato da diversi organi di informazione, l’ipotesi presa in considerazione sarebbe stata quella di parametrarlo all’indennità del sindaco di Giugliano, per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 90 mila euro lordi annui. Ma il confronto politico che si è aperto a Pozzuoli non riguarda principalmente l’aspetto economico. Il tema sollevato da diversi esponenti della politica puteolana riguarda soprattutto la rappresentanza della città e le modalità attraverso cui si è arrivati alla designazione di Nicola Pirozzi.
Perché la scelta è ricaduta proprio sull’ex sindaco di Giugliano? Per quale motivo non è stata individuata una figura espressione diretta di Pozzuoli? E soprattutto, perché una decisione di tale rilevanza non è stata accompagnata da un dibattito pubblico più ampio all’interno della città? Domande che continuano ad alimentare il confronto politico e alle quali, secondo molti osservatori e rappresentanti istituzionali, sarebbe opportuno fornire una risposta chiara nell’interesse della trasparenza amministrativa e del corretto rapporto tra istituzioni e cittadini.



