Resterà ancora chiusa la Linea 2 della metropolitana di Napoli, ferma dallo scorso 31 luglio a causa degli effetti legati alle attività di bradisismo e, nello specifico, alle elevate concentrazioni di anidride carbonica registrate nella galleria del Monte Olibano.
L’annuncio, arrivato da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) durante l’ultimo tavolo interistituzionale, ha scatenato la durissima reazione dei primi cittadini di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida, che hanno abbandonato l’incontro in segno di aperta protesta.
A far saltare il tavolo è stata la totale assenza di una data certa per la riapertura della tratta ferroviaria. Una doccia fredda che arriva dopo settimane di rassicurazioni e tavoli tecnici. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha guidato la delegazione dei sindaci flegrei abbandonando il confronto e rilasciando, insieme ai colleghi Josi Gerardo Della Ragione, Antonio Sabino e Salvatore Scotto Di Santolo, una nota congiunta dai toni perentori.
“Siamo stanchi e non permetteremo a nessuno di prenderci in giro. Ci avevano detto che la tratta sarebbe stata riaperta, che era solo questione di tempo. Abbiamo atteso con pazienza, la stessa che abbiamo chiesto ai nostri cittadini, ma oggi ci comunicano che la linea per ora non riaprirà. È una risposta irricevibile”.
Il blocco prolungato dei treni sta paralizzando i collegamenti per migliaia di studenti, lavoratori e famiglie dell’area flegrea. Con il diritto alla mobilità fortemente compromesso, i sindaci chiedono con urgenza un potenziamento immediato dei servizi bus sostitutivi, giudicati finora insufficienti a coprire il bacino d’utenza.
I riflettori sono ora puntati sui prossimi interventi di RFI, programmati per metà dicembre. “I lavori dovranno tassativamente risolvere tutte le criticità”, concludono i sindaci, pronti a mettere in campo ogni azione legale e di protesta possibile per tutelare una comunità già duramente provata dall’emergenza bradisismo.



